giovedì 20 ottobre 2011
Master in Green Economy Management
Scegli un lavoro affascinante in un settore In forte espansione
Oltre 20 tra aziende e associazioni di categoria ricercano manager
da inserire nel settore della Green Economy e offrono borse di studio
per partecipare a Master GEM.
Il Master in Green Economy Management ha il compito di selezionare
e formare 21 nuovi manager nei settori delle energie rinnovabili (Geotermia),
delle agro-energie, e dell’efficentamento energetico.
Sono in corso i colloqui di preselezione per il conferimento delle borse di studio per la partecipazione al master.
Hai tempo fino al 30 novembre per prenotare il tuo colloquio.
Come: Chiama la segreteria organizzativa allo 06.9760.5370 o invia la tua richiesta a segreteria@gruppomoccia.it
Quando: Il termine ultimo per l’iscrizione al Master è prorogato al 12 dicembre 2011.
domenica 21 marzo 2010
Regolamento Sonde Geotermiche Regione Lombardia
Semplificare le rinnovabili: il Regolamento per le Sonde Geotermiche
8 marzo 2010
Fonte: Regione Lombardia
Il 6 marzo è entrato in vigore il nuovo e innovativo Regolamento Regionale per l’installazione delle sonde geotermiche che non comportano il prelievo di acqua sotterranea (Regolamento regionale 15 febbraio 2010 – n.7, pubblicato Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia - BURL - 1° Supplemento Ordinario al n. 9 del 5 marzo 2010, allegato in fondo alla pagina).
Il Regolamento specifica quanto previsto dall’art. 10 della legge regionale 11 dicembre 2006, n. 24 “Norme per la prevenzione e la riduzione delle emissioni in atmosfera a tutela della salute e dell’ambiente” e persegue l’obiettivo della semplificazione, che costituisce una delle priorità del “Piano per una Lombardia Sostenibile”.
Il nuovo Regolamento muove in stretta coerenza con gli orientamenti generali del Decreto Legislativo n. 22 dell’11 febbraio 2010 “Riassetto della normativa in materia di ricerca e coltivazione delle risorse geotermiche, a norma dell'articolo 27, comma 28, della legge 23 luglio 2009, n. 99” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio 2010. (allegato in fondo alla pagina).
Il Decreto Legislativo 22/2010 infatti, all’articolo 10, comma 5, attribuisce alle Regioni competenza ad emanare una apposita disciplina con previsione di procedure semplificate per l’installazione delle sonde geotermiche che scambiano calore con il sottosuolo senza prelievo e reimmissione nel sottosuolo di acque o fluidi geotermici.
La Lombardia, grazie al Regolamento Regionale 7/2010, rende davvero semplice e poco “burocratico” l’installazione delle sonde geotermiche che non comportano il prelievo di acqua sotterranea (meglio definite come “sistemi a circuito chiuso”). Gli impianti vengono distinti in funzione delle profondità che raggiungono e in funzione della loro dimensione.
Per l’installazione di sonde geotermiche che raggiungono una profondità non superiore a 150 metri dal piano campagna e di sonde geotermiche orizzontali, è obbligatoria la sola registrazione dell’impianto al Registro Regionale Sonde Geotermiche
Per l’installazione di sonde geotermiche che superano la profondità di 150 metri dal piano campagna, è invece necessario ottenere preventivamente l’autorizzazione da parte della Provincia competente per il territorio. Anche in questo caso la registrazione dell’impianto al RSG è obbligatoria e deve avvenire, a cura del proprietario, prima della data di apertura del cantiere di perforazione.
Il Regolamento distingue poi le procedure per “piccoli” e “grandi” impianti.
- I “piccoli impianti”, sono impianti geotermici che hanno una potenza termica e/o frigorifera utile uguale o inferiore a 50 kW;
- I “grandi impianti”, sono impianti geotermici che hanno una potenza termica e/o frigorifera utile superiore a 50 kW.
Per i “grandi impianti”, sempre utilizzando il Registro Sonde Geotermiche, sarà necessario fornire le informazioni che vengono ottenute attraverso il Ground Response Test, ossia una prova sperimentale che permette di rilevare le proprietà termofisiche di scambio del sottosuolo e di conseguenza di procedere al corretto dimensionamento del campo geotermico.
Per i grandi impianti, nello specifico, è altresì prevista l’esistenza di un adeguato sistema di monitoraggio.
Il Regolamento è corredato da un Allegato tecnico di dettaglio che stabilisce i criteri per la progettazione e la realizzazione degli impianti, fornendo specifiche in relazione ai materiali da utilizzare, alle modalità di perforazione, alla posa delle sonde, alle operazioni di verifica funzionale, al monitoraggio ambientale, agli organi di sicurezza e di controllo, nonché agli aspetti prestazionali degli impianti.
Con decreto dirigenziale saranno indicate le modalità per la gestione e la tenuta del Registro Regionale Sonde Geotermiche (RSG) nonché i modelli di domanda per la richiesta di autorizzazione ai sensi dell’art. 10 del Regolamento Regionale 7/2010.
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domenica 31 gennaio 2010
Gli USA triplicano il geotermico
«L’energia geotermica vivrà nei prossimi anni una crescita senza precedenti. Se finora l’espansione è stata favorita dagli incentivi, ora osserviamo che con lo sviluppo delle nuove tecnologie geotermiche i progetti sono di per sè economicamente convenienti», ha commentato Karl Gawell, direttore esecutivo della Gea. Nel 2009 il numero di progetti avviati è cresciuto del 46%, con un aumento del 33% dell’occupazione, grazie soprattutto agli stanziamenti e alle agevolazioni dell’American Recovery & Reinvestment Act (le nuove norme per il rilancio dell’economia varate dal presidente Obama). Il rapporto della Gea individua 132 progetti geotermici per i quali il governo ha stanziato 342 milioni di dollari. Lo Stato con più progetti, per un totale di 70 milioni di dollari, è il Nevada. Le tecnologie emergenti cui viene dedicata più attenzione sono i «sistemi geotermici avanzati» (Egs) di terza generazione e le coproduzioni «geotermico/idrocarburi», per lo sfruttamento energetico dei fluidi caldi presenti nei giacimenti di petrolio e di gas. Il Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston ha stimato che solo dai sistemi Egs si può ipotizzare una produzione di energia negli Usaper centinaia di migliaia di Mw.
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martedì 13 ottobre 2009
Palestra di arrampicata a Mantova
Grazie a questi accorgimenti il centro MyWall è un centro sportivo autosufficiente dal punto di vista energetico, una novità assoluta nel panorama italiano e un esempio di efficienza a livello internazionale.
Le sale di arrampicata
Nella zona arramnpicata sarà sempre presente un istruttore federale F.A.S.I. (Federazione Arrampicata Sportiva Italiana).
La sala corda sarà alta 15 m, con uno sviluppo delle vie ben oltre i 20 m, con 29 catene e vie di tutte le difficoltà percorribili in completa sicurezza.
L'organizzazione del centro
Il centro MyWall si pone nel panorama italiano come uno dei centri più grandi in cui poter apprendere e praticare l'arrampicata sportiva.
Per questo sone previste due sale di arrampicata:
La sala di arrampicata con corda, con pareti alte fino a 15 m, e vie di più di 20 m di sviluppo, 710 mq di superficie arrampicabile, 3700 prese d'arrampicata di tutte le forme, colri, dimensioni.
La sala di arrampicata boulder, con pareti alte fino a 5 m e cadute protette da un materassone di 60 cm di spessore, 270 mq di superficie arrampicabile, 1500 prese.
Ma all'interno del centro non c'è solo l'arrampicata!
Chi ama praticare le attività all’aria aperta e più in generale il movimento può trovare un ambiente stimolante e ricco di iniziative.
La possibilità di partecipare alle attività di Friends of Arco, agenzia di guide alpine di Arco (TN) specializzata in canyoning, trekking, sci alpinismo, vie ferrate e tante altre opportunità.
Una sala wellness in cui si potrà beneficiare di sedute di fisioterapia, shiatsu, osteopatia, consulenze di esperti professionisti nel campo della salute, del benessere, delle terapie tradizionali ed alternative.
L'impegno sociale

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domenica 14 giugno 2009
Approvato il modello dell'Agenzia delle Entrate per i lavori di riqualificazione energetica
Approfondimenti
venerdì 8 maggio 2009
Riqualificazione energetica
Finalmente pronto il modulo per il comunicato all'agenzia dell'entrate previsto dal Decreto Legge 185/2008.
Il modello, come riporta il Decreto, "deve essere utilizzato per comunicare le spese sostenute a partire dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2008 e non è necessario qualora i lavori siano iniziati e conclusi nel medesimo periodo di imposta.
Per i lavori terminati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2009 e la data di pubblicazione del presente provvedimento, i dati richiesti sono trasmessi dall'ENEA all'Agenzia dell'Entrate entro il 30 settembre 2009".
Scarica i documenti:
domenica 12 aprile 2009
In Piemonte la geotermia è di casa
Il complesso "la Ninsola" in via di costruzione in Strada Antica Barbania, a San francesco al Campo, è l'esempio di come sia possibile far convivere con rispetto quasi "antico" manufatti edilizi e natura. Conta cinque ville, quindici appartamenti, quaranta box interrati e beneficia di duemila metri quadri di aree verdi che lo inseriscono armonicamente nello scenario naturale del Parco delle Vaude che giunge a ridosso dei suoi confini. Il tutto è realizzato secondo la tradizionale architettura rurale piemontese.
La sua edificazione nasce da un nuovo concetto costruttivo: qui si è voluto considerare tutti gli elementi come parti integranti di quello che è stato definito il "Sistema Casa". In pratica una catena logica di soluzioni atte a migliorare il più possibile la funzionalità dell'abitazione soprattutto sotto il profilo del risparmio energetico, con un'attenta valutazione del rapporto costo-beneficio per il cliente finale e il massimo rispetto dell'equilibrio ambientale. Tutte queste soluzioni trovano ideale abbinamento nel sistema di riscaldamento geotermico che chiude il capitolo dei vari sistemi a combustione; infatti con la sua relativa immissione di elementi inquinanti nell'atmosfera, apre un ciclo che guarda allo sfruttamento intelligente delle risorse naturali e "pulite". "La Ninsola" ,complesso di nuova realizzazione, sito in San Francesco al Campo in Strada antica di Barbania, al confine con il comune di San Carlo C.se, dista solo tre chilometri dal centro di Ciriè.Il progetto architettonico riprende la tipologia classica delle cascine piemontesi a corte chiusa su tre lati, lasciando lo spazio centrale a verde comune che diviene luogo di socializzazione del complesso.
giovedì 12 marzo 2009
Corso "Geotermia e Pompe di Calore"
GEOTERMIA E POMPE DI CALORE
Verona giovedì 7 maggio 2008 ore 9:00 – 18:00
Fiera di Verona - V.le del Lavoro 8, 37135 Verona - Sala Respighi
Il corso della durata di otto ore si rivolge a ingegneri architetti geologi, geometri, periti, installatori, energy manager, studenti e privati. L’obiettivo della giornata formativa è quello di mettere i professionisti di riferimento nelle condizioni di poter affrontare questa tematica dal punto di vista progettuale, elaborare indicazioni economiche e definire le problematiche di installazione di questo tipo di impianti. È previsto che ogni partecipante riceva il testo “Geotermia e Pompe di Calore – Basta Minchio 2007” oltre a materiale didattico integrativo.
Argomenti:
Introduzione agli impianti geotermici
Pompe di calore
Sottosuolo e perforazioni
Sonde geotermiche verticali
Metodi di dimensionamento semplificati
Metodi di dimensionamento analitici
Ground Response Test
Scambiatori alternativi
Sonde geotermiche orizzontali
Metodi di dimensionamento
Sistemi a circuito aperto
Acque di falda e di superficie
Normativa di riferimento
Relatori
PhD Ing Fabio Minchio; Dr Rimsky Valvassori; Dr Savino Basta
Informazioni ed iscrizioni
Numero verde 800 984 326; mail segreteria@geotermia.org
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sabato 7 marzo 2009
Geotermia - il problema della salvaguardia delle falde
“In Italia urge una normativa che disciplini le applicazioni delle tecnologie legate alla geotermia.”
E’ questo il messaggio più forte emerso dal workshop dal titolo “Il calore della terra: una risorsa da valorizzare. Il caso IKEA di Parma e le applicazioni più avanzate della geotermia”, che si è tenuto il 6 febbraio 2009 a Parma, per iniziativa dell’Agenzia Parma Energia allo scopo di approfondire tecnologie e usi della Geotermia in campo civile ed industriale, in sintonia con gli obiettivi programmatici della Comunità Europea, di cui l’Agenzia stessa è rappresentante nel Territorio di Parma.
La giornata di studio è stata dedicata la mattina al tema della ‘bassa entalpia’ (per la produzione di calore /refrigerio ad uso di climatizzazione degli ambienti) e, nel pomeriggio, si è passati all’analisi delle potenzialità legate alla così definita ‘alta entalpia’ ( che per produrre energia elettrica, sfrutta il calore di masse surriscaldate grazie alla presenza di attività idrotermale o magmatica). Per un quadro completo degli interventi si allega il programma.
L’argomento generale emerso dai confronti è stato appunto che l’Italia, in materia di normative sulla geotermia, è fanalino di coda rispetto all’Europa; in testa, troviamo Germania, Svizzera e Svezia. Il problema più spinoso è l’inquinamento delle falde acquifere che le perforazioni rischiamo di produrre.
Al workshop è stato ampiamente descritto il caso applicativo di IKEA a Parma, un progetto che è stato realizzato grazie anche alla collaborazione dell’Agenzia che ha fatto da tramite con la PA locale. Tra i primi in Italia a credere nella sostenibilità del geotermico, IKEA ha replicato l’esperienza dello store di Corsico (Milano) scegliendo di alimentare anche lo store di Parma con sonde geotermiche. “L’impianto – ha spiegato l’Ing. Sergio Giuseppini, responsabile del progetto per IKEA - è un sistema costituito da 213 geosonde chiuse a sviluppo verticale, con una potenzialità nominale di oltre 1200 kW frigoriferi e di 1200 kW termici che permetterà di risparmiare in un anno ben 2000 barili di petrolio, evitando così l’emissione di un quantitativo di CO2 paragonabile a quello “catturato” da una foresta di oltre 50.000 alberi.”
L’ Ing. Luca Tirillò, capo progetto per Ground Heat Systems International, la società che ha realizzato il sistema, ha spiegato che per evitare l’inquinamento delle falde acquifere hanno utilizzato un’apparecchiatura con tecnologia “a doppia testa di rotazione”. Una parte della macchina, la prima “testa”, appunto, disgrega il terreno, lo frantuma. Un’altra parte della macchina dopo pochi centimetri ricopre il foro ricavato con un mantello cilindrico di metallo. Questa ‘camicia metallica’ sostiene il foro e isola ermeticamente le falde, perché l’argilla che le separa vi aderisce perfettamente. Tutti i detriti finiscono nel mantello metallico e vengono spinti verso l’uscita del foro con aria compressa o acqua.
Dopo aver eliminato i detriti, si sfilano le aste interne di trivellazione in modo che rimanda solo una colonna piena di aria o acqua contenuta dall’armatura metallica.
Si inserisce la sonda geotermica e dal fondo del foro si inietta cemento. L’acqua o l’aria, meno dense del cemento, tendono a galleggiare verso l’uscita del foro che si riempie uniformemente di malta cementizia. L’ultima operazione consiste nello sfilare il rivestimento metallico del foro: per pressione naturale il cemento viene proiettato contro le pareti del foro sigillandolo ermeticamente. Viene così garantita la non comunicabilità delle falde e una buona conduttività del cemento indispensabile per l’efficienza dell’impianto.
Questa procedura tuttavia è stata contestata da Savino Basta, della Geotermica Saval Srl che è intervenuto sul tema “Principi di progettazione di impianti geotermici: metodi, costi, tempi di ritorno” proponendo altre soluzioni, alternative alla ‘macchina a due teste’ e che utilizzano la bentonite invece delle camice di rivestimento.
Di fondo manca appunto una linea guida ufficiale a tutela delle falde acquifere nelle applicazioni della geotermia.
Un gap che fa perdere all’Italia importanti opportunità. “Nonostante a Parma si siano avute diverse richieste per la realizzazione di impianti geotermici – ha infatti ammesso l’Ing. Gabriele Alifraco, Settore Ambiente Provincia di Parma- il buco normativo sulla materia ha ostacolato e tutt’ora ostacola l’applicazione di questa tecnologia”.
“Eppure - ha sottolineato Sergio Chiesa, CNR-IDPA di Milano - la geotermia è una fonte rinnovabile con tecnologia ad alta efficienza energetica. E’ disponibile 24 ore al giorno senza discontinuità e senza alcuna fluttuazione in qualsiasi condizione meteorologica, è reperibile con uniformità in qualsiasi regione del territorio e non necessita di spese di trasferimento e di sostituzione nel tempo in quanto il materiale utilizzato è chimicamente inerte e garantisce il mantenimento delle prestazioni. Nel dibattito sulla scelta delle risorse energetiche in Italia non viene analizzato a fondo il concetto di sostenibilità. Invece gli svizzeri da anni sostengono la geotermia proprio in base al principio di sostenibilità”.
In tema di normative l’Ing. Gabriele Alifraco, riflettendo su quale fosse la più corretta procedura di organizzazione per colmare la lacuna ha analizzato le normative della Regione Emilia Romagna, in particolare quelle relative alla Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA). “Manca un momento di esame congiunto del complesso delle problematiche poste dagli interventi geotermici con tutti gli Enti competenti e con i Servizi Ambiente, Energia, Programmazione. – ha lamentato Alifraco - Inoltre per tutelare le falde acquifere, a rischio di contaminazioni durante le perforazioni, sarebbe indispensabile un’autorizzazione preventiva dell’intervento allo scopo di tutelare una risorsa così indispensabile. Salvaguardare la risorsa idrica è e deve essere l’obiettivo di ogni azione in materia di geotermia. Occorre più chiarezza per tutti!”.
“In Italia – ha aggiunto Sergio Chiesa - manca, salvo rare eccezioni, una normativa chiara e coerente per le sonde geotermiche in generale e per le differenti tipologie di impianto in particolare, mentre in ambito europeo esistono, invece, degli standard e dei codici ben precisi su efficienza, sicurezza e durata degli impianti; sulla protezione ambientale relativa alla tecniche di perforazione e di posa degli scambiatori; sul rilascio di concessioni per lo sfruttamento della risorsa geotermica e sulla certificazione di abilità e qualità di installatori e perforatori. ” Il ruolo dell’Agenzia Parma Energia di supporto progettuale tecnico scientifico verso le strutture della PA e divulgativo-informativo a tutti i soggetti privati e pubblici interessati ai temi dello sviluppo delle fonti di energia rinnovabile si riconferma dunque quanto mai indispensabile.
Fonte: Areté Comunicazione
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mercoledì 14 gennaio 2009
Aqui Terme: Al via la costruzione del polo scolastico geotermico
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venerdì 2 gennaio 2009
Enhanced Geothermal Systems
Fonte: Dr Ing Giorgio Santucci - EGS Association - Milano
La disponibilità di fonti energetiche rinnovabili, e non, è oggetto di continua attenzione nel nostro Paese; il tema energetico e le possibili risposte attivabili, fra le quali lo sviluppo delle energie rinnovabili e l'aleggiato rientro italiano nel nucleare, sono oggetto di continui dibattiti sui media Fra le energie rinnovabili indichiamo quella geotermica, molto promettente ma oggi molto trascurata: a Larderello (Toscana) l'ENEL trae dalla geotermia il 20% del totale energetico regionale (2% a livello nazionale), a costi competitivi. La geotermia "tradizionale" è però possibile solo in situazioni geologiche particolarmente favorevoli, è quindi considerata come fenomeno locale e di "nicchia". Il nostro paese presenta però anche rilevanti giacimenti "non tradizionali" sfruttabili tramite la "geotermia avanzata"- EGS (Enhanced Geothermal Systems), modalità di "geotermia artificiale" necessitante però di tecnologie innovative, oggi allo stato iniziale, ed in Italia poco conosciute e per nulla studiate. Negli anni '80, con le prime crisi energetiche, il ministro Donat Cattin, richiese (obbligò) ENEL ed ENI a cooperare sul geotermico; attraverso tale cooperazione si effettuarono un migliaio di prospezioni nelle aree italiane geotermicamente più favorevoli, traendo una mappa delle potenzialità geotermiche complessive.
Continua...
lunedì 29 dicembre 2008
Impianti geotermici italiani in Nevada - USA
Con una capacita' installata complessiva di 65 MW lordi, le due centrali produrranno circa 400 milioni di chilowattora all'anno, in grado di soddisfare i consumi di circa 40.000 famiglie americane, evitando cosi' l'emissione in atmosfera di oltre 300 mila tonnellate all'anno di CO2. "Forte della sua esperienza ormai centenaria in Italia -afferma Francesco Starace, Direttore della nuova Divisione Energie Rinnovabili- Enel e' oggi protagonista della geotermia anche negli Stati Uniti con un impianto gia' operativo e un portafoglio di progetti in stadio avanzato di sviluppo per una capacita' di oltre 150 MW in Nevada, California e Utah".
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domenica 14 dicembre 2008
Detrazione 55%
Fonte: Ufficio stampa Legambiente
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venerdì 12 dicembre 2008
Sonde geotermiche

Parte essenziali di un impianto geotermico sono senza dubbio le sonde geotermiche. Quando si parla genericamente di “impianti geotermici” di riscaldamento e raffrescamento, senza ulteriori precisazioni, ci si riferisce ad impianti in cui lo scambio con il sottosuolo avviene con sistemi di scambio termico realizzati con sonde geotermiche verticali.Queste sonde geotermiche sono costituite da circuiti in polietilene a singolo o doppio U, alloggiati in fori di diametro 14 - 15 cm e profondi dai 70 ai 120 mt.
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giovedì 11 dicembre 2008
La geotermia della Rift Valley darà energia all´Africa
La notizia arriva mentre in Paesi poveri del mondo, come Guatemala e Papua Nuova Guinea, si sta puntando sul geotermico come alternativa ai combustibili fossili.
L´Environment programme dell´Onu (Unep) e il Global environment facility (GEF) hanno annunciate il completamento del completamento del progetto sperimantale di prospezioni in Kenia che avrebbe superato tutte le aspettative: i pozzi geotermici sarebbero in grado di produrre da 4-5 MW a 8Mw di elettricità, il che potrebbe portare a un risparmio di 75 milioni di dollari della bolletta petrolifera con la messa in opera di impianti geotermici per a 70MW installati.
Risultati eclatanti e molto interessanti anche per gli investitori, che aprono la strada ad uno sfprzo internazionale per espandere la geotermia lungo tutta la ciclopica frattura della Rift Walley che corre da Gibuti al Mozambico. Così il progetto, finanziato dal Gef e che coinvolge l´Unep e la Kenyan power company KenGen, potrebbe cambiare le prospettive della geotermia nel pianeta. Il progetto kenyano è stato sviluppato in tre anni utilizzando le tecnice "Micro Seismic" e "Magneto Telluric surveys" e studi per individuare i siti di perforazione più promettenti in località come Olkaria e Naivasha, a solo un´ora d´auto dalla capitale Nairobi. Un impianto geotermico era già operativo nell´area da circa 25 anni e produce 45MW, mentre un´altro messo in funzione nel 2000 ha una capacità di 70 MW. Le nuove tecniche evitano la grande dispersione di vapore e hanno individuato pozzi con potenziale energetico molto più elevato.
L´importanza del progetto la spiega bene il direttore dell´Unep: «Combattere il cambiamento climatico e contemporaneamente ottenere che due miliardi di persone abbiano accesso all´energia, sono tra le sfide centrali di questa generazione. La geotermia è al 10% locale , rispettosa ed amica dell´ambiente, una tecnologia che è stato sotto-utilizzata per troppo tempo. Ci sono almeno 4000MW di energia elettrica pronti per essere raccolti lungo la Rift. E´ giunto il momento di adottare questa tecnologia a vasto raggio al fine di fornire mezzi di sussistenza, per lo sviluppo di energetico e per ridurre la dipendenza dagli inquinanti ed imprevedibili combustibili fossili. Dal luogo in cui il genere umano hanno fatto i suoi primi passi sta emergendo una delle risposte per la sua sopravvivenza su questo pianeta».
Secondo Monique Barbut, presidente del Gef «Superare sotto il profilo economico e tecnico gli ostacoli alla produzione di energia rinnovabili è parte della nostra responsabilità condivisa. Il lavoro nella Rift Valley dimostra che la geotermia non è solo tecnologicamente fattibile, ma efficace per i paesi dell´Africa, dove esiste un potenziale globale di almeno 7000MW». Speriamo che la Rift Valley Africana diventi il faro per una accelerazione future della geotermia in termini di dimensioni e di numero di centrali elettriche a fianco la sua diffusione geografica in tutto il mondo sviluppato e in via di sviluppo».
Due anni fa il Gef ha approvato un finanziamento di 18 milioni di dollari per l´Africa Rift Valley Geothermal Development Facility (ARGeo), un progetto che coinvolge anche Banca mondiale e Unep e che prevede prospezioni geotermiche in Eritrea, Etiopia, Gibuti, Kenya, Uganda e Tanzania, le attività di perforazione dovrebbero iniziare già nel 2009. ARGeo ha un forte sostegno da parte dell´Islanda, il leader mondiale del geotermico, che produce con l´energia della terra il 90% del suo fabbisogno di elettricità, ma anche della Germania che punta molto sull´innovazione tecnologica legata alla geotermia.
Gli impianti kenyani hanno chiesto anche di essere inseriti tra le attività che usufruiscono del Clean development mechanism del Protocollo di Kyoto per un´ulteriore espansione di 35MW.
Per il Kenya la geotermia si sta rivelando una vera e propria benedizione: attualmente il Paese africano produce energia elettrica per circa 1.000 MW, utilizzando soprattutto impianti idroelettrici che sono sempre più in crisi a causa della diminuzione delle piogge, con la geotermia il governo di Nairobi pensa di produrre 1.200 MW entro il 2015.
Intanto sono arrivati anche gli immancabili cinesi che si sono accaparrati lo sviluppo e la gestione del nuovo impianto Olkaria IV che secondo Gef ed Unep dovrebbe essere costituito, con l´utilizzo delle nuove tecnologie, da soli 30 pozzi rispetto ai 30 necessari con i vecchi metodi, con un risparmio di realizzazione valutato in 5 milioni di dollari a pozzo.
Intanto anche dall´altra parte del mar rosso, nello Yemen, sono in corso colloqui con il ministero delle acque e dell´ambiente per avviare prospezioni geotermiche fin dai primi mesi del 2009. La geotermia sta suscitando l´entusiasta attenzione di tutti i Paesi dell´area e anche le Isole Comore, la Repubblica democratica del Congo e il Rwanda hanno chiesto di partecipare al progetto.
Fonte: http://www.greenreport.it/
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lunedì 8 dicembre 2008
La Scozia rinuncia al nucleare
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domenica 7 dicembre 2008
Dibattito sul Clima al Parlamento Europeo
C’è chi sostiene che la direttiva Europea del 20-20-20 imponga costi troppo elevati per l’economia dell’Unione europea. Fra questi c’è il governo italiano che ha presentato stime di costi quasi doppi (18 Miliardi €/anno contro 9 Miliardi €/anno valutati dalla Commissione) senza prove, peraltro, convincenti.
Tuttavia, simili posizioni sottovalutano il futuro prezzo dei combustibili fossili e ignorano gli ingenti vantaggi derivanti dalla rapida diffusione delle energie rinnovabili: la sicurezza dell’approvvigionamento e, soprattutto, la creazione di nuovi posti di lavoro, in un momento di recessione in cui migliaia di lavoratori sono espulsi dai processi produttivi e messi in mobilità.
L’aumento di efficienza energetica e l’utilizzo diffuso di fonti rinnovabili sono la ricetta per uscire dalla crisi economica. Concentrare grande parte dei fondi pubblici per salvare le banche significa riproporre quello stesso modello economico, tutto basato sulla finanza, che ha creato la crisi che stiamo cercando di combattere.
Non si può affrontare la drammatica situazione economica senza cambiamenti di strategia. La direttiva Ue punta sull’innovazione e soprattutto tenta di affrontare, in tempo, gli sconvolgimenti creati dai cambiamenti climatici in atto. Un problema che peserà sempre di più sulla vita dei cittadini europei e sulle economie degli Stati Membri.
Ecco perché gli investimenti pubblici non devono andare, ancora una volta, a sostegno dei settori tradizionali (quali quello delle auto per esempio) ma devono concentrarsi sulle attività che portano innovazione in campo energetico e ambientale.
Fattori chiave per la crescita del settore delle energie rinnovabili sono lo sviluppo delle reti di distribuzione e l’accesso prioritario.
Tra gli anni 60-80, le enormi spese per le infrastrutture di rete per i grandi sistemi centralizzati furono sostenute con ingenti investimenti pubblici. Questo aspetto deve valere anche per garantire il futuro del sistema energetico basato sulle rinnovabili.
Al fine di assorbire la potenza derivante dagli impianti di generazione di energia rinnovabile, le infrastrutture delle reti di distribuzione devono essere adeguate alle nuove esigenze (reti intelligenti).
Occorre, anche, affrontare il tema del contributo dei trasporti che richiede di qualificare l’obiettivo obbligatorio del 10% per i carburanti provenienti da biomasse. Per questi prodotti si deve puntare sulla qualità anziché puramente sulla quantità.
C’é bisogno di criteri di sostenibilità ambiziosi e dinamici, l’uso delle biomasse deve orientarsi verso aree non controverse e verso tecnologie di conversione, quali i biogas e la biomassa per l’elettricità e il riscaldamento, dotate di un’efficienza di gran lunga superiore rispetto ai carburanti di prima e seconda generazione.
Lo sviluppo delle energie rinnovabili richiede conoscenze e competenze. Il fattore umano risulta molto importante e questo garantisce che il pacchetto energia-clima porterà migliaia di posti di lavoro qualificati, un antidoto alla crisi economica che brucia occupazione.
Infine, voglio sottolineare che lo strumento di "flessibilità" più potente ed economicamente vantaggioso a disposizione degli Stati membri è costituito dalle misure di efficienza nei settori dell’edilizia, dei trasporti, dell’industria e nell’utilizzo di elettricità. Si auspica che i governi creino un collegamento fra l’efficienza nazionale e le politiche sulle energie rinnovabili.
Dobbiamo approvare il pacchetto sul cambiamento climatico entro breve. Non possiamo permettere che la miopia di alcuni Stati membri e gli interessi particolari di pochi blocchino un processo fondamentale per il futuro dei cittadini europei
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sabato 6 dicembre 2008
Materiali di risulta di scavo

Materiali di risulta di scavo
Nuove puntualizzazioni in materia di rifiuti dall ’UnioneEuropea. Con la Direttiva 2008/98/CE del 19 novembre 2008, messa apunto da Parlamento e Consiglio europeo, Bruxelles ha fornito ulteriorichiarimenti agli stati membri, che devono così conformarsi a un sistema digestione e riciclaggio integrato, basato su regole condivise.La Direttiva mette in primo luogo a disposizione la definizione di rifiuto,inteso come la sostanza o l’oggetto di cui il detentore vuole disfarsi, nonprevedendo una riutilizzazione diretta. Sono quindi espressamente esclusidalla normativa comunitaria i materiali derivati da demolizioni, così come lerocce e le terre ottenute dai procedimenti di scavo.Questa tipologia di materiali non può quindi essere classificata come rifiuto,posizione che è già costata al’Italia una condanna per la violazione dellaDirettiva 74/442/CE, confermata dalla sentenza C 194/2005 della Corte diGiustizia Europea.
venerdì 5 dicembre 2008
Sgravi fiscali geotermia
Dopo quella annunciata mercoledì nel corso dell'audizione a Montecitorio, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, apre alla possibilità di altre correzioni sulla nuova disciplina del bonus per il risparmio energetico definita nel Dl anticrisi. Oltre che sulla retroattività della stretta, dunque, si prospettano altri ritocchi al provvedimento in sede di conversione (l'iter partirà martedì prossimo nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera).In particolare, il titolare di via XX Settembre intervenendo ieri a «Porta a porta» ha fatto riferimento al meccanismo del silenzio- diniego introdotto dal decreto legge 185 per regolare le modalità di risposta dell'agenzia delle Entrate alle richieste d'accesso al bonus del 55 per cento. Istanze che dovranno essere inviate da chi intende realizzare interventi di riqualificazione energetica di case o altri fabbricati nei prossimi due anni. L'incentivo "verde", infatti, è stato prorogato fino alla fine del 2010.
«Il silenzio-diniego ha chiarito Tremonti si può modificare, quella è una procedura. Però su una cosa sarò assolutamente fermo: se dai il credito d'imposta, ed è giusto darlo, e in questo settore è giustissimo, poi però lo devi coprire».Il ministro dell'Economia se farà un passo indietro sull'anticipazione al 2008 del nuovo regime dei crediti fiscali non intende transigere per il futuro. Obbligo di prenotazione e plafond annuale sul totale dei rimborsi, quindi, non saranno oggetto di ripensamenti. Anche se alla Camera è stato depositato un emendamento firmato dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che mira ad abrogare l'intera riforma del 55% e ripristinare il meccanismo di accesso automatico al bonus.
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